L’edicolante di piazza del Gesù va in pensione

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Lo ha fatto sempre con il sorriso e l’entusiasmo, Antonio Bertani, al punto da conquistarsi tante cose belle: a cominciare dal titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferitogli dal Presidente Giorgio Napolitano qualche anno fa e che esibiva con legittimo orgoglio in cornice proprio nell’edicola.

Da oggi chi andrà ad acquistare i giornali in piazza del Gesù troverà un volto nuovo. Il Cavaliere Antonio Bertani ha ceduto l’attività intestata a sua figlia Fabiana. E da oggi si gode un riposo meritato. Era il 2 giugno 1970 quando alzò per la prima volta i pacchi di quotidiani sfornati dalle rotative che mandavano in stampa i giornali. Altri tempi. Da allora Bertani è stato molto più del «decano» degli edicolanti napoletani. Di lui sarebbe meglio parlare come di uno dei più autentici testimoni di una città che pulsava proprio attorno al suo negozio incastonato nel cuore del centro storico di Napoli. E che – inutile dirlo – è profondamente cambiata in quasi mezo secolo.

Ricordi, tanti. Come quel giorno di primavera del 1973 in cui Federico Fellini, appena uscito dalla Chiesa del Gesù Nuovo, gli chiese di potersi sedere a riposare dieci minuti proprio all’interno dell’edicola; il regista cominciò a servire agl esterrefatti clienti i quotidiani; oppure quando decise di lanciare una serie di iniziative per ricordare a tutti – ma soprattutto alle migliaia di turisti italiani e stranieri che si fermavano per acquistare cartoline, giornali, mappe o souvenir – i lati della Napoli migliore; o, ancora, le sue battaglie per salvare i randagi del centro storico (Bertani è stato il fondatore del “Sindagatto e sindacane..) e l’amicizia solidale e concrreta verso alcuni dei clochard più amati dalla città.

Scaramantico e idealista, sognatore ma anche concreto. L’immagine della sua edicola che, prima del 6 gennaio, ogni anno esponeva il cartello sormontato da un gigantesco corno rosso fuoco sul quale si leggeva: “Lotteria Italia – A Napoli, in questa edicola non ha mai vinto nessuno!”, ha fatto il giro del mondo.

Dotato di una singolare vena artistica (ha composto una canzone per ricordare il sacrificio della povera Annalisa Durante, un inno a Napoli e al Napoli che venne trasmesso allo stadio San Paolo gremito di 70mila spettatori nel giorno in cui gli azzurri risalirono dalla serie C alla B), conduttore di trasmissioni radiofoniche con emittenti nazionali, grande amico di Leonardo Pieraccioni oltre che di personaggi notissimi (a cominciare da Sergio Castellitto, Leonardo Pieraccioni, Padre Mario Casolaro e da Padre Massimo Rastrelli) oggi Antonio lascia per godersi un meritato risposo.”Mia figlia – dice – non può più dedicarsi all’edicola per questioni di tempo, e io ora voglio riposarmi: ma continuerò le attività sociali anche dopo la chiusura”.